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Musica e design, un binomio vincente. Cristina BalestreriPepi, ha coniugato la passione per la musica, dopo il diploma al Conservatorio di Milano, con quella di designer di modelli e ricami. La frequenza delle migliori scuole artigiane, che ha disvelato le meno conosciute tecniche di ricamo, e lo studio accurato dei disegni degli ultimi cinque secoli, inclusi nel proprio archivio, hanno consentito la creazione di modelli di lusso, destinati all’arredamento della casa, all’intimo donna, all’abbigliamento young ad una linea di accessori venduta in esclusiva a New York.
I suoi lavori, sono conosciuti in tutta Italia.
Le “composizioni”Pepisi contraddistingonoper l’assoluta unicità dei “pezzi”e per la essenzialità tutta “mozartiana”delle linee e dei disegni. Materiali pregiati ed il supporto, per la parte più preziosa dei lavori, di un’orchestra di ”ricamatrici artiste”completano il quadro delle attività svolte.

La storia della famiglia Pepi

L’antichissima famiglia Pepi  viene ritenuta originaria di Cipro, da dove avrebbe importato per prima il pepe a Firenze, usato non soltanto in cucina, ma anche e soprattutto contro le tarme, per la conservazione delle lane. L’uso del pepe, nelle pietanze e nei cassoni, era invece anteriore all’inurbamento della famiglia, che si arricchì certamente col commercio delle spezie ed ebbe le prime case nel polo della chiesa di S. Remigio, prima di trasferirsi in Santa Croce. Il più illustre della famiglia fu Francesco di Chirico, dottore in legge nello Studio di Pisa, al quale furono affidate molte importanti ambascerie: all’imperatore Massimiliano nel 1496, al Duca di Milano nel 1497 ed a Pio III° nel 1503.

I Pepi contrassero alleanze con le principali famiglie fiorentine, quali i Ridolfi, i Medici, i Gondi, i Pecori ed altre ancora. Ebbero l’onore della sepoltura in Chiesa, a cominciare da Antonio Pepi, che nel 1389 fu tumulato in Santa Maria Novella, mentre nuclei più numerosi li troviamo in San Remigio, Santa Croce, San Lorenzo, San Simone, San Marco, SS. Annunziata ed in molte altre tra le maggiori chiese fiorentine, fino al 1746.

Finalmente con il Decreto della Deputazione della Nobiltà del 19 aprile 1751 furono iscritti nel Libro d’Oro dei Patrizi fiorentini.

La famiglia Pepi, che è iscritta nel “Libro d’Oro della Nobiltà Italiana”, risiede tuttora a Firenze nel Palazzo Pepi al n° 7 dell’omonima strada alla quale la famiglia stessa diede il nome. I Pepi, infatti, acquistarono nel primo tratto della strada il Palazzo Betti Berlinghieri.

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